SOCIAL
spazio imprese bianco
a10bfbfc-fbfb-4c14-8f81-0d79ee1bf773
CONTATTACI
INDIRIZZO
SOCIAL
spazio imprese bianco

info@spazioimprese.com

Via Nizza, 53 – 00198, Roma

Via Nomentana, 56 - 00161 Roma


instagram
linkedin

+39 333 768 54 57

© copyright 2023 | C.F. 96568340580 | All Rights Reserved.

L'ACAI riparte da Gerardo Guida: «L'artigianato deve tornare al centro delle politiche per il lavoro e lo svi

2026-09-01 00:00

Array( [86865] => Array ( [author_name] => Emidio SIlenzi [author_description] => [slug] => emidio-silenzi ) [87630] => Array ( [author_name] => Andrea Striano [author_description] => [slug] => andrea-striano ) [89101] => Array ( [author_name] => Antonino Castorina [author_description] => [slug] => antonino-castorina ) [89102] => Array ( [author_name] => Marco Bourelly [author_description] => [slug] => marco-bourelly ) [89825] => Array ( [author_name] => Antonio Grieci [author_description] => [slug] => antonio-grieci )) no author 86807

Economia, Made In Italy, PMI, acai-, associazione-cristiana-artigiani-italiani, gerardo-guida, centri-di-eccellenza-artigiana, ministro-dell-istruzione-del-merito,

L'ACAI riparte da Gerardo Guida: «L'artigianato deve tornare al centro delle politiche per il lavoro e lo sviluppo del Paese»

a cura della Redazione

a cura della Redazione

 

Eletto per acclamazione alla Presidenza Nazionale nell'anno dell'80° anniversario dell'Associazione Cristiana Artigiani Italiani, il nuovo Presidente traccia la rotta: ascolto dei territori, servizi concreti alle imprese, Centri di Eccellenza Artigiana per il Made in Italy e un'«economia di pace» che rimetta la persona al centro. «Agli artigiani dico: non siete soli. L'ACAI c'è».

 

C'è una parola che Gerardo Guida ripete come una bussola: responsabilità. È la parola con cui il nuovo Presidente Nazionale dell'ACAI, eletto per acclamazione, ha raccolto il testimone di un'associazione che proprio quest'anno celebra i suoi ottant'anni di storia, tanti quanti quelli della Repubblica italiana. «Assumere la guida nazionale dell'ACAI nell'anno in cui l'Associazione celebra i suoi 80 anni significa raccogliere un'eredità importante e, nello stesso tempo, assumere l'impegno di costruire il futuro», spiega. «Non vogliamo limitarci a custodire una storia: vogliamo trasformarla in una forza capace di interpretare il presente e anticipare le esigenze dell'artigianato e delle micro, piccole e medie imprese».

 

Il messaggio consegnato al congresso è netto, quasi controcorrente in tempi di annunci facili: «Non esistono ricette gratuite. Occorrono lavoro, competenza, ascolto e capacità di costruire proposte credibili».

 

 

UN PROGRAMMA CHE PARTE DALL'ASCOLTO

Le priorità del nuovo corso nascono dai territori e dalle categorie, perché — avverte Guida — «l'artigiano non può essere considerato soltanto quando si parla di numeri economici: dietro ogni laboratorio, ogni bottega e ogni piccola impresa ci sono persone, famiglie, competenze e comunità». L'agenda tocca i nodi che ogni giorno pesano sulla vita delle imprese: accesso al credito, internazionalizzazione, pressione fiscale e contributiva, costo dell'energia, semplificazione burocratica, formazione professionale, ricambio generazionale, accesso di giovani e donne al lavoro autonomo.

 

Su quest'ultimo fronte il Presidente indica il ruolo di ACAI DONNE, chiamata a essere «sempre più uno spazio di rappresentanza, confronto e valorizzazione dell'imprenditoria femminile». E la rappresentanza, insiste, deve tradursi in aiuto concreto: dai servizi fiscali e amministrativi del CAF ACAI Impresa Srl alle strutture formative del sistema, come il FO.R ACAI Campania e l'ITS promossa dall'ACAI di Lamezia Terme, fino ad ACAI Consumatori e ACAI PENSIONATI, per stare accanto al cittadino e alla famiglia oltre che all'imprenditore. Quanto alle nuove tecnologie, nessuna nostalgia: «L'intelligenza artificiale, la digitalizzazione e le nuove tecnologie non devono essere vissute come una minaccia, ma come strumenti che possono rafforzare il lavoro umano e rendere più competitive le nostre imprese sui mercati internazionali».

 

 

 

LE EMERGENZE: RICAMBIO GENERAZIONALE E FORMAZIONE

Tra i freni che oggi rallentano l'artigianato italiano, Guida mette al primo posto il ricambio generazionale: «Abbiamo un patrimonio straordinario di mestieri e conoscenze che rischia di non essere trasmesso alle nuove generazioni». Poi la formazione, da considerare «una vera infrastruttura del Paese», la sostenibilità economica delle piccole imprese e, non ultima, una battaglia culturale: «L'artigiano non è una figura del passato. È un professionista che deve poter utilizzare le tecnologie più moderne conservando ciò che lo rende unico: la competenza, la creatività, la manualità e la capacità di trasformare un'idea in un prodotto».

 

Ai giovani, in particolare, va restituita la dignità della scelta: «Dobbiamo smettere di raccontare il lavoro artigiano come una seconda scelta». Servono percorsi formativi vicini alle imprese, collaborazione tra scuola e mondo produttivo, strumenti per fare impresa. In questa partita l'ACAI GIOVANI avrà un ruolo di primo piano: «Chi possiede esperienza deve trasmetterla; chi possiede nuove competenze deve portare innovazione».

 

 

MADE IN ITALY: LA PROPOSTA DEI CENTRI DI ECCELLENZA ARTIGIANA

Sul tema più discusso del dibattito nazionale, la tutela del Made in Italy, il Presidente mette sul tavolo una proposta precisa: l'istituzione dei Centri di Eccellenza Artigiana (C.E.A.), nei quali artigiani, professionisti e Comuni possano costituire reti e consorzi dedicati alla promozione, all'internazionalizzazione e alla valorizzazione delle produzioni italiane. Perché «il Made in Italy non è soltanto un marchio commerciale. È un patrimonio di conoscenze, tradizioni, creatività e capacità produttive che deve diventare sistema». Determinante sarà la capacità di fare rete, anche attraverso modelli di aggregazione come quelli sviluppati con ASSOCOOPERATIVE.

 

 

L'ATTENZIONE DELLE ISTITUZIONI E L'«ECONOMIA DI PACE» 

Le celebrazioni di Pompei, città scelta non a caso in quanto «città della Carità e della Pace», hanno registrato i messaggi delle più alte cariche dello Stato: dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella,  con il richiamo alla coincidenza tra l'età della Repubblica e quella dell'ACAI, al Presidente della Camera Lorenzo Fontana, dalla partecipazione dell' onorevole Annarita Patriarca all'attenzione del Ministro dell'Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara. «Un segnale di straordinaria importanza», commenta Guida, «ma per l'ACAI l'attenzione delle istituzioni non è un punto di arrivo: è un incitamento a un impegno rinnovato. Alle parole devono seguire i fatti».

 

Con Governo e Parlamento il nuovo Presidente promette un rapporto «istituzionale, costruttivo e franco»: «Vogliamo essere il ponte tra chi decide e chi quelle decisioni è chiamato a viverle. Niente barricate ideologiche, ma proposte concrete e una visione fondata sul bene comune». Una visione che affonda le radici nell'identità cristiana dell'Associazione  «non una barriera, ma una responsabilità nei confronti della società»  e che trova sintesi nella formula dell'economia di pace: «Significa mettere al centro un modello economico nel quale la persona non sia subordinata all'economia, ma l'economia sia al servizio della piena affermazione della persona. Laddove chiudono le botteghe, diminuiscono la sicurezza, il benessere e le opportunità». In questa cornice si inserisce anche la prima edizione del Premio Papa Francesco "Artigiani della Pace", dedicato a chi testimonia con la vita il valore del dialogo e della responsabilità imprenditoriale e sociale.

 

 

UNA SQUADRA, NON UN UOMO SOLO

Il nuovo corso si apre nel segno della continuità con il Presidente uscente Alfonso Scafuro, salutato dal congresso con una standing ovation: «Un rapporto di rispetto e riconoscenza. La continuità non significa immobilismo: significa sapere da dove veniamo per poter scegliere dove andare». Ma Guida è chiaro: «Una Presidenza non può essere il progetto di una sola persona». Al nuovo Consiglio Nazionale chiede «umiltà, lealtà, dedizione, metodo, responsabilità e spirito collegiale», per costruire «l'ACAI di molti e non di pochi» e mettere in rete tutte le articolazioni del sistema associativo.

 

Il congedo è un messaggio diretto agli artigiani italiani: «Non siete soli. L'ACAI c'è». E una promessa che è quasi un manifesto di metodo: «La mia prima promessa è non fare promesse facili. Posso, però, assumere un impegno preciso: lavorare». Perché gli 80 anni dell'ACAI, conclude, «non devono essere un punto di arrivo, ma il punto di partenza per un nuovo cammino di crescita umana, professionale e spirituale». La storia continua: fede, lavoro e servizio.

Â