di Antonio Procida
La Rottamazione Quinquies, introdotta dalla Legge n. 199/2025, ha consentito ai contribuenti di definire in maniera agevolata i carichi affidati all'Agenzia delle Entrate-Riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023, beneficiando dello stralcio delle sanzioni e degli interessi di mora. La misura, tuttavia, nella sua formulazione originaria riguardava esclusivamente i carichi affidati dagli enti statali, lasciando fuori una parte significativa del debito fiscale dei contribuenti: quello relativo ai tributi locali.
Con le modifiche introdotte nel 2026 il legislatore ha esteso la possibilità di aderire alla definizione agevolata anche ai carichi affidati da Regioni, Province, Comuni e altri enti territoriali. Si tratta di una novità di particolare rilievo, che però presenta una caratteristica fondamentale: la definizione non opera automaticamente, ma richiede una preventiva deliberazione dell'ente creditore.
La scelta spetta ai singoli enti - L'articolo 10-quinquies del D.L. n. 38/2026, introdotto in sede di conversione dalla Legge n. 88/2026 e successivamente modificato dalla Legge n. 113/2026, prevede infatti che ciascuna Regione o ciascun ente locale possa decidere autonomamente se applicare la Rottamazione Quinquies ai propri crediti. Rientrano nella definizione i debiti tributari e non tributari affidati all'Agenzia delle Entrate-Riscossione tra il 1° gennaio 2000 e il 31 dicembre 2023, con la sola esclusione delle somme derivanti da condanne della Corte dei conti.
Questo significa che potranno essere oggetto di definizione, ad esempio:
- IMU;
- TARI;
- Canone Unico Patrimoniale;
- sanzioni amministrative locali;
- altri tributi e entrate patrimoniali riscossi tramite Agenzia delle Entrate-Riscossione.
Resta però fermo un principio essenziale: solo gli enti che deliberano l'adesione consentiranno ai propri contribuenti di beneficiare della definizione agevolata.
Gli enti non possono modificare le regole - La normativa lascia agli enti unicamente la facoltà di aderire o meno alla misura. Una volta deliberata l'adesione, invece, il Comune o la Regione non possono introdurre regole differenti rispetto a quelle previste dalla normativa nazionale. Non è quindi possibile scegliere di includere solo alcuni tributi oppure limitare la definizione a determinate annualità: l'adesione riguarda tutti i carichi rientranti nell'ambito applicativo previsto dalla legge.
Le nuove scadenze - Il legislatore è intervenuto anche sul calendario della procedura, concedendo tempi più ampi sia agli enti sia ai contribuenti. In particolare:
- gli enti territoriali hanno avuto tempo fino al 31 luglio 2026 per deliberare l'adesione e comunicarla all'Agenzia delle Entrate-Riscossione;
- dal 15 ottobre 2026 saranno resi disponibili, nell'area riservata del contribuente, i carichi definibili;
- la domanda di adesione potrà essere presentata dal 16 ottobre al 15 dicembre 2026;
- entro il 28 febbraio 2027 l'Agenzia delle Entrate-Riscossione comunicherà gli importi dovuti.
Il pagamento potrà avvenire in un'unica soluzione entro il 31 marzo 2027, oppure mediante un piano di rateazione che potrà arrivare fino a 54 rate, con applicazione degli interessi nella misura del 3% annuo a decorrere dal 1° aprile 2027.
Una misura che non riguarda tutti i territori - L'aspetto probabilmente più delicato della nuova disciplina è rappresentato dalla forte differenziazione territoriale. Non esiste infatti una "rottamazione nazionale" dei tributi locali. Ogni Regione, Provincia o Comune è chiamato a decidere autonomamente se aderire o meno alla definizione agevolata, con la conseguenza che due contribuenti residenti in territori diversi potrebbero trovarsi in situazioni completamente differenti pur avendo debiti della stessa natura. Alla data di redazione del presente articolo il quadro delle adesioni risulta ancora in fase di aggiornamento e potrebbe subire ulteriori modifiche.
Per quanto riguarda le Regioni, risultano aver deliberato l'adesione Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sicilia, Umbria.
Anche tra i Comuni emergono orientamenti differenti. Hanno manifestato l'intenzione di aderire numerose grandi città, tra cui Roma, Napoli, Palermo, Bari e Genova, oltre a numerosi Comuni di medie dimensioni. Di contro, risultano, allo stato delle informazioni disponibili, alcune importanti assenze come Milano, Bologna e Firenze.
È opportuno ricordare che il quadro potrebbe ancora evolversi in considerazione della fase di pubblicazione e consolidamento dei provvedimenti adottati dagli enti.
Una verifica preventiva diventa indispensabile - L'estensione della Rottamazione Quinquies ai tributi locali rappresenta certamente un'importante opportunità per imprese e cittadini che presentano debiti verso Comuni e Regioni. Tuttavia, la natura facoltativa dell'adesione rende la disciplina particolarmente frammentata. Prima di programmare qualsiasi strategia di definizione dei debiti sarà quindi necessario verificare se l'ente creditore abbia effettivamente aderito alla misura e quali carichi risultino concretamente definibili. Una semplice verifica preventiva può fare la differenza tra la possibilità di estinguere il debito beneficiando dell'eliminazione delle sanzioni e degli interessi oppure dover continuare a corrispondere integralmente quanto richiesto. In un contesto caratterizzato da scelte autonome dei singoli enti territoriali, l'informazione tempestiva e una corretta pianificazione fiscale diventano strumenti essenziali per cogliere tutte le opportunità offerte dalla normativa.



