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IL LOBBISTA? UN LAVORO SERIO, FATTO DI COMPETENZA E RELAZIONI: Intervista a Gian Luigi Gereschi, rappresentan

2026-09-01 10:00

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IL LOBBISTA? UN LAVORO SERIO, FATTO DI COMPETENZA E RELAZIONI: Intervista a Gian Luigi Gereschi, rappresentante di interessi iscritto al registro della Camera dei Deputati, socio SIRIP

a cura della Redazione

a cura della Redazione

 

Intervista a Gian Luigi Gereschi, rappresentante di interessi iscritto al registro della Camera dei Deputati, socio SIRIP

 

Gereschi, partiamo dall'inizio. Lei rappresenta interessi di terzi, ma anche i propri, e lo fa da molti anni. Come è nato il suo percorso da rappresentante di interessi? Cosa l'ha avvicinata a questo mestiere e come si è evoluto da quando ha iniziato a oggi?
" Il percorso nasce dalla mia attività professionale. Prendiamo in considerazione gli ultimi trent'anni: io "nasco" nel settore commerciale sin dagli anni 90, nelle vendite di tecnologie "smart" cioè soluzioni digitali, come l'IoT, l'Intelligenza Artificiale e il cloud, che raccolgono e analizzano i dati urbani in tempo reale. 
Ho sempre "pensato" e sviluppato prodotti e tecnologie intelligenti, e queste tecnologie che abbiamo proposto dagli anni 2000 erano rivolte in particolare modo alla pubblica amministrazione.
Quando oggi si parla di smart city, di smart land, sono temi che io ho iniziato ad affrontare ancora negli anni Novanta, eravamo dei precursori
. PELL) – per progettare soluzioni da applicare in ambito urbano in previsione che nel 2050 il 75% della popolazione mondiale sarà nelle città: quindi il tema della smart city.
Se lei guarda anche il percorso degli incaricchi che ho e ho avuto nel registro degli interessi, sono tutti incarichi che riguardano aziende che producono soluzioni complesse e tecnologie applicabili nel settore infrastrutture e smart city, sicurezza stradale piuttosto che mobilità. I clienti di queste aziende sono al 90% PA o comunque aziende partecipano dallo Stato. 
Il mio interlocutore principale era il pubblico amministratore: il sindaco, l'assessore, piuttosto che l'ufficio tecnico del comune. E lì ho cominciato a imparare quali erano i meccanismi all'interno della pubblica amministrazione. In questo continuo incontro con il pubblico amministratore ho avuto modo di conoscere – e ce ne sono tanti - anche sindaci parlamentari. E quando si ha a che fare con un sindaco che è anche parlamentare, è chiaro che si comincia a evolvere il dialogo e l'interlocuzione, perché ci si confronta con un soggetto che non è solo quello che si deve preoccupare del suo territorio, dove è nato, ma si deve preoccupare ancora più ampiamente dei problemi della nazione. Con queste persone ho avuto modo di confrontarmi su temi molto più ampi, molto più allargati, e lì è nata una passione nel dialogo non più con amministratori comunali ma con chi stava nell'apparato centrale, dove tutte quelle necessità devono essere valutate, regolamentate, finanziate e “messe a terra”, realizzare delle smart city sostenibili inclusive e resilienti.
Questi sono i temi che dobbiamo affrontare tutti i giorni, quindi il mio percorso nasce lì. "

Sono ormai diversi anni che fanno il rappresentante di interessi. Secondo lei si è evoluta la materia della rappresentanza degli interessi?
"Io ho iniziato nel 2019, ma già dal 2016 - incontravo operatori professionali che accedevano in modo continuo e sistematico alla Camera mentre io ho riscontrato difficoltà e restrizioni perché non ero a conoscenza del Registro. Quando mi sono iscritto al registro ero solo: nel senso che mi sono iscritto, capisci che l'accesso è più efficace - ma poi c'erano altre restrizioni nei contatti con i Parlamentari molto più forti rispetto a oggi. Avevi accesso sì all'apparato, ma poi era necessario attivare un dialogo con i Parlamentari
come fai? Lo fermi nel corridoio dei Presidenti? Lo cerchi in Commissione ?Poi dopo ti devi creare un'organizzazione. Ed è anche per quello che gli ex parlamentari sono quelli più agevolati a fare questa attività, perché hanno tutto le relazioni mentre noi siamo un po' dei solitari, dei don
Chisciotte dava l'ABC di come muovermi all'interno del palazzo. E devo dire che è sicuramente anche uno degli aspetti ancora più importanti, personalmente: da quando c'è il sindacato, a parte le relazioni e tutto il mondo che serve per portare avanti questa attività, anche in modo semplice, fisicamente, avere un luogo dove effettivamente ti puoi collocare e che puoi frequentare. Entra dentro la Camera e c'è uno spazio SIRIP – dove ritrovi i colleghi, e le persone con cui confrontarsi. Il supporto del Sindacato è molto importante, perché definisce un ring, un'area dove ci troviamo e dove possiamo discutere e incontrare anche i nostri interlocutori.”

Veniamo al suo lavoro specifico. Su quali argomenti si concentra la sua attività?
"È chiaro che l'origine dell'attività professionale mi ha portato a frequentare alcuni argomenti specifici. Quando mi chiedono «Ma tu hai un mandato di un'azienda sulla norma UNI EN 12767 (pali in alluminio a sicurezza passiva), il tema è normato, a cosa serve la rappresentanza?» La norma, non avendo un decreto attuativo molto chiaro su quello che devi fare e soprattutto, se non lo fai, su quali sono i problemi a cui va incontro un progettista o un pubblico amministratore, non si applica correttamente da parte del prescrittore. In assenza di chiarezza sull'argomento, chi progetta strade non prescrive tecnologie adeguate per ridurre gli incidenti ed i morti in caso di urto contro un ostacolo fisso come il palo dell'illuminazione pubblica.
Oltretutto, quello sui pali e la sicurezza passiva è una problematica da affrontare, perché abbiamo tanti morti sulle strade contro i lampioni. È una tecnologia che funziona ed è testata a livello europeo, ma in Italia non riusciamo ad attuarla e tutti i giorni assistiamo ad incidenti con feriti gravi a causa di pali dell'illuminazione pubblica non conformi alla norma UNI EN 12767. Ci sono fior fiore di aziende italiane che hanno tecnologie che possono dare soluzioni, ma che per una serie di motivazioni non ci riescono: o la normativa, o lobby diverse, o perché il governo in quel momento non vuole attenzionare il tema. Perché nel momento in cui porto emendamenti e il governo li boccia dicendomi che impattano sulla legge di bilancio - e ci sarebbe da discutere anche su questo… Ci sono delle problematiche non così scontate, quando si parla di sicurezza stradale. Quindi ho una specializzazione su quel tema, e cerco di informare il legislatore sul contenuto tecnologico per attivare un dialogo efficace e costruttivo. E ripeto che il fatto di avere dei sindaci che sono parlamentari aiuta tantissimo in questo, perché un sindaco parlamentare è uno che ha attenzione anche a queste tematiche. La mia non è stata una casualità: collaboro con aziende tecnologiche che applicano soluzioni smart, dalla smart city al ferroviario, dalla sicurezza in galleria autostradale alla sicurezza passiva, proprio perché sono temi e ambienti che ho sempre frequentato e che comunque hanno sempre evoluzioni tecnologiche. E soprattutto negli ultimi anni incentivati ​​dal PNRR: il PNRR ha creato delle opportunità, e sono state opportunità importanti, perché queste aziende hanno comunque beneficiato di investimenti sul PNRR e le “cose sono state fatte veramente”.

Proprio a proposito di PNRR e di trasformazione digitale delle città: qual è la cosa che conta di più? Cosa fa diventare digitale una città - il PNRR, i fondi privati, i fondi pubblici, il comune, o tutti questi soggetti insieme?
" Direi che è un mix di soggetti, poi dipende da dove si vuole partire. Sicuramente, per esempio, il tema delle smart city nasce dalla pubblica illuminazione: il primo intervento che è stato fatto per rendere una città smart è stato la riqualificazione della pubblica illuminazione. In questa riqualificazione si è raggiunto oggi un tasso di efficienza altissimo, quindi abbiamo una riduzione della spesa corrente dei comuni di oltre il 60-70%. È chiaro che questi risparmi da parte del pubblico amministratore hanno permesso di attirare investimenti su altre necessità. Oggi si città vedono che non hanno solo la parte intelligente dell'illuminazione, ma tutta la parte di controllo, di telecamere, di sicurezza, di pannelli, di infomobilità o quant'altro oggi possa contribuire alla raccolta delle informazioni. Ci sono tanti altri soggetti: prendiamo il mondo delle ESCo, delle Energy Saving Company, che sono società private o miste pubblico-private che a loro modo. intervengono sulla spesa corrente delle amministrazioni. Il tema è sempre: da dove vogliamo partire per efficientere l'apparato pubblico? PNRR sì, ma devo dire che adesso che è finito ci sono comunque ancora spazi di miglioramento nella spesa pubblica e nella ricerca di risorse da destinare alla spesa pubblica. "

Una curiosità. Dal 2019 a oggi, quanto va effettivamente a parlare con tecnici, uffici legislativi, funzionari, e quanto invece con i parlamentari? Qual è la percentuale tra gli uni e gli altri?
" La percentuale di tempo è sbilanciata fortemente con i parlamentari componenti di commissioni, perché è con loro che ti devi confrontare, è con loro che devi parlare. Il processo decisionale passa prima di tutto dalle commissioni: anche se è stato presentato un emendamento, perché ci sono parlamentari che capiscono il tema e lo presentano, il passaggio gio dalla commissione è fondamentale. Poi devo dire una cosa: io sono un lobbista come fossi una microimpresa, il mondo delle lobby oggi è rappresentato da piccoli lobbisti, se vogliamo, come noi, che in parte aderiamo a SIRIP; ma c'è anche un mondo delle lobby fatto di aziende, aziende che hanno oltre cento dipendenti, che hanno uffici legislativi al loro interno. È chiaro che posso dare un contributo tecnico all'ufficio legislativo, però se arrivassi con una traccia di disegno di legge, sicuramente sarebbe molto più veloce il percorso ma richiederebbe oltre al metodo essere propositivi crea opportunità di dialogo e ricerca di soluzioni Però il lavoro del lobbista - se si guardano anche le società di lobby importanti che abbiamo - molti componenti di queste società sono avvocati con una competenza legislativa non indifferente. Io purtroppo quella non ce l'ho ma il Sindacato mi offre con il supporto dei colleghi tutte le competenze."

Individuare la commissione e il parlamentare giusto rispetto al tema da affrontare sembra interessante. Ma parliamo della parola “lobbying”: una parola su cui abbiamo fatto convegni su convegni, che resta particolare, quasi da evitare in alcune circostanze. Eppure spesso il lavoro del lobbista trasforma in positivo le città o determinati servizi. Perché secondo lei nell'opinione pubblica il racconto della parola “lobbista” resta sempre un po' negativo?
“Quando racconto la mia vita professionale, il lavoro che faccio… perché poi quando parli con gli amici ti dicono: «Ma dove lavori?» «Ma sei nel Registro e rappresenti interessi in che modo?» «Ma come funziona?» E torniamo al tema che dice lei. Però se spieghi al tuo interlocutore quello che fai, alla fine lo capisce bene, capisce il valore del lavoro che fai. Perché in effetti poi cosa succede? Il cittadino purtroppo non ha conoscenza, come possiamo dire, è male informato su alcuni temi. A volte non sa neanche come funziona il sistema elettorale, piuttosto che come funziona un'amministrazione comunale: cosa significa una determina, una delibera, piuttosto che una riunione di consiglio comunale. Questa mancanza non è di informazioni, ma di approfondimento su questi temi.
Oserei dire che bisognerebbe informare di più il cittadino su come funziona l'apparato dello Stato, è solo una questione di informazione. Poi è chiaro, se guardiamo la carta stampata e alcuni fatti gravi il percepito è che siamo tutte persone che fanno cose strane, ma non è assolutamente vero.
È solo una domanda di spiegarlo e raccontarlo. Penso che un sindacato come SIRIP possa dare un importante contributo, “sindacato” è un ter-mine molto appropriato - è stato pensato per “sostenere e rappresentare” una categoria “trasparente” di lobbisti portatori di interesse.”

Alla fine è proprio il nostro slogan, quello della trasparenza. Un'ultima domanda: lei fa questo lavoro da tanti anni. Che consiglio darebbe a chi vuole avvicinarsi a questa professione? 
"Appunto, proprio perché il lavoro va fatto seriamente, non bisogna pensare a "cose ​​strane". Direi sicuramente di avere una competenza legislativa, perché è basilare capire i meccanismi e come si scrive una legge. Dall'altra parte consiglii di individuare degli argomenti che possono essere di interesse e che siano argomenti veri: se si lavora sul mondo imprenditoriale e vogliamo aiutare l'Italia ei suoi distretti, ci sono tante aziende che hanno bisogno di questo servizio. Consiglierei agli uffici legali che conosco di fare "pratica sulle lobby e sui portatori di interessi" e incentivare i praticanti a fare un percorso di questo tipo», perché sarebbe sicuramente interessante e SIRIP potrebbe essere un soggetto a supporto di un percorso professionale. La convenzione tra l'Università di Camerino e SIRIP è sicuramente un passo in questa dire-zione. Non ho un consiglio magico da dare a qualcuno: lo può fare anche un singolo, è un lavoro che, se lo fai bene e gestisci seriamente le tue relazioni, lo puoi fare con soddisfazione. Ancor più con SIRIP si va a creare una famiglia all'interno del registro che può essere compatto e forte nel portare avanti quest'attività.”


CHI È GIAN LUIGI GERESCHI

Rappresentante di interessi iscritto al registro della Camera dei Deputati dal 2019, frequenta gli ambienti parlamentari dal 2016. Trent'anni di esperienza commerciale e tecnologica al servizio della pubblica amministrazione, precursore dei temi smart city e smart land già dagli anni Novanta. Socio SIRIP.
Di cosa si occupa:

  • Infrastrutture, smart city e smart land
  • Sicurezza stradale e passiva (UNI EN 12767)
  • Mobilità e sicurezza in galleria
  • Efficienza energetica e pubblica illuminazione

 

Con chi aspetta:

  • Aziende del comparto infrastrutturale e tecnologico
  • Amministratori pubblici e uffici tecnici
  • Parlamentari e commissioni competenti
  • ESCo ed enti per la riqualificazione urbana