Di Antonio Procida
La fatturazione elettronica continua ad assumere un ruolo sempre più centrale nel rapporto tra contribuenti e Amministrazione finanziaria. Dopo essere diventata negli ultimi anni uno degli strumenti principali per il controllo fiscale e per il contrasto all’evasione, dal 2026 i dati delle e-fatture potranno essere utilizzati anche per rendere più efficace l’attività di riscossione dei tributi non pagati.
Con il Provvedimento dell'Agenzia delle Entrate del 22 maggio 2026 sono state infatti definite le modalità operative attraverso cui l'Agenzia delle Entrate-Riscossione potrà accedere a specifiche informazioni ricavate dalle fatture elettroniche emesse dai contribuenti con debiti iscritti a ruolo.
L'obiettivo dichiarato è quello di individuare in modo più rapido e mirato i soggetti nei confronti dei quali avviare eventuali procedure di pignoramento presso terzi, aumentando così le probabilità di recupero dei crediti erariali.
Dalle fatture elettroniche ai pignoramenti presso terzi
La novità si inserisce nel più ampio processo di rafforzamento degli strumenti a disposizione dell'Agente della riscossione.
Grazie alle informazioni presenti nel Sistema di Interscambio (SdI), l'Amministrazione potrà conoscere quali clienti o committenti abbiano ricevuto fatture da soggetti che presentano debiti affidati alla riscossione.
Si tratta di un passaggio particolarmente rilevante perché il pignoramento presso terzi rappresenta una delle procedure più efficaci per il recupero dei crediti tributari. Attraverso questo strumento, infatti, l'Agenzia delle Entrate-Riscossione può rivolgersi direttamente al soggetto che deve corrispondere somme al contribuente debitore, intimandogli di versarle direttamente all'Erario.
In pratica, se un'impresa o un professionista vanta crediti commerciali verso un cliente e contemporaneamente presenta debiti fiscali non saldati, il cliente stesso potrebbe diventare il destinatario di un'azione esecutiva.
Quali dati verranno trasmessi
Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, l'Agenzia delle Entrate non trasmetterà all'Agente della riscossione il dettaglio completo delle fatture elettroniche. Il flusso informativo sarà limitato a dati essenziali e funzionali all'attività di analisi, tra cui:
- la somma complessiva dei corrispettivi fatturati;
- il numero delle fatture emesse;
- i dati identificativi del cliente o committente destinatario delle fatture.
Le informazioni riguarderanno esclusivamente le operazioni effettuate nei sei mesi precedenti e saranno riferite ai rapporti intercorsi tra soggetti titolari di partita IVA.
L'intento è quello di consentire all'Agente della riscossione di individuare rapidamente i rapporti commerciali economicamente più significativi e quindi potenzialmente più utili ai fini del recupero del credito.
Chi è interessato dalla nuova disciplina
La misura riguarda imprese e professionisti titolari di partita IVA con carichi affidati all'Agenzia delle Entrate-Riscossione, eventuali coobbligati solidali, clienti o committenti titolari di partita IVA che intrattengono rapporti commerciali con tali soggetti.
Particolare attenzione dovranno prestare le imprese che concentrano il proprio fatturato su pochi clienti principali. In questi casi, infatti, la presenza di rapporti economici continuativi e facilmente individuabili potrebbe rendere più agevole l'attivazione di procedure esecutive.
Accesso ai dati riservato e utilizzo selettivo
Uno degli aspetti più delicati riguarda la tutela dei dati personali. Il provvedimento chiarisce che l'accesso alle informazioni sarà consentito esclusivamente a personale specificamente autorizzato dell'Agenzia delle Entrate-Riscossione, incaricato delle attività di analisi e valutazione preliminare.
Inoltre, i dati non saranno utilizzati in modo indiscriminato. Le Direzioni regionali dell'Agenzia delle Entrate e l'Agente della riscossione dovranno selezionare le posizioni da analizzare tenendo conto di diversi fattori:
- caratteristiche economiche del territorio;
- effettiva capacità operativa degli uffici;
- principio di proporzionalità;
- gradualità nell'avvio delle azioni esecutive.
Non si creerà quindi un automatismo tra emissione di fatture e immediato pignoramento, ma uno strumento di selezione più sofisticato per individuare le situazioni nelle quali l'azione di recupero presenta maggiori probabilità di successo.
Un ulteriore passo verso la digitalizzazione della riscossione
La nuova disciplina conferma come la fatturazione elettronica sia ormai diventata una vera e propria infrastruttura informativa a disposizione dell'Amministrazione finanziaria.
I dati raccolti attraverso il Sistema di Interscambio non vengono più utilizzati soltanto per finalità IVA o per attività di controllo fiscale, ma assumono una funzione sempre più ampia anche nella fase di riscossione coattiva.
Per imprese e professionisti con debiti iscritti a ruolo il messaggio è chiaro: la tracciabilità dei rapporti commerciali rende oggi molto più semplice per l'Agente della riscossione individuare crediti potenzialmente aggredibili. Di conseguenza, la gestione tempestiva delle posizioni debitorie e l'eventuale accesso a strumenti di rateazione diventano elementi sempre più importanti per evitare che normali rapporti commerciali possano trasformarsi in un canale privilegiato per l'azione esecutiva dell'Erario.
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