Intervista a cura di Michele Montefusco Da oltre dieci anni, Sinafa si occupa di processi di governance e compliance delle organizzazioni, con un approccio integrato e digitale. A parlarcene è Alessandro Marmigi, ingegnere elettronico con un master in Business Management, fondatore e anima del progetto. Alessandro, iniziamo subito: di cosa si occupa esattamente Sinalfa e qual è il vostro target di riferimento? Sinalfa è un supporto tecnologico alla consulenza: non sostituisce i consulenti, ma li affianca nel gestire l’elevata complessità normativa. Lo fa attraverso la propria suite digitale, Aetyca, che consente due risultati essenziali: da un lato ridurre i tempi necessari alla gestione della compliance, dall’altro rendere opponibili a terzi le misure adottate dall’organizzazione, prevenendo sanzioni grazie a un approccio integrato. Si tratta di una consulenza digitale, non focalizzata su un singolo ambito. L’approccio sistemico permette di mettere in relazione tutte le aree critiche di un’organizzazione, offrendo una visione d’insieme che semplifica anche gli adempimenti più complessi. Semplificare, prevenire, integrare: è questo il vostro approccio. Ma a chi vi rivolgete concretamente? I destinatari principali della nostra proposta sono due. Il primo è rappresentato dai consulenti, i quali possono avvalersi della nostra suite per integrare e potenziare le proprie attività professionali. Il secondo comprende le aziende, in particolare quelle caratterizzate da una certa complessità strutturale o da una fase di rapida espansione, che avvertono l’esigenza di tutelarsi rispetto ai rischi di natura sanzionatoria o reputazionale. Non si tratta esclusivamente di medie imprese: anche le realtà di dimensioni più contenute, ma in forte crescita, manifestano sempre più spesso la necessità di strumenti come il nostro per affrontare con efficacia criticità organizzative e tematiche di compliance. Quali sono i principali vantaggi – e le eventuali criticità – nell’adozione di soluzioni digitali in ambiti regolamentati? Il vantaggio principale può essere riassunto in una parola: sintesi. Oggi il top management si trova sommerso da obblighi normativi spesso vissuti come frammentari e disorganici. La nostra suite offre una rappresentazione chiara e ordinata dello stato della compliance aziendale e dei rischi correlati, non solo in termini sanzionatori, ma anche per quanto riguarda la reputazione e le responsabilità degli organi apicali. Quanto alle criticità, se ne possono individuare due: una concreta e una percepita. La prima consiste nel fatto che la piattaforma evidenzia ciò che non è stato ancora fatto, spingendo l’organizzazione ad agire tempestivamente. La seconda riguarda la naturale resistenza al cambiamento: il passaggio da strumenti tradizionali, come Excel, a un sistema strutturato può generare un iniziale timore. Tuttavia, offriamo un supporto diretto nella fase di avvio, attraverso una fast configuration che consente all’azienda di operare sin da subito con funzionalità pienamente attive. Arriviamo a un tema molto attuale: l’intelligenza artificiale. Può davvero garantire maggiore trasparenza e tracciabilità nella compliance, o introduce nuove vulnerabilità? Domanda cruciale. Sul piano giuridico, il recente AI Act solleva numerosi interrogativi riguardo all’automazione decisionale e alla responsabilità in caso di errore. Se un sistema automatizzato omette di segnalare un obbligo normativo, chi ne assume la responsabilità? Si tratta di una questione ancora aperta e in evoluzione. Sul piano pratico, invece, l’intelligenza artificiale va considerata come uno strumento di supporto, non di sostituzione. Personalmente la paragono a “molteplici tastiere” su un computer: facilita il lavoro, ma la responsabilità logica rimane sempre in capo al consulente. Un sistema può intercettare aggiornamenti normativi o lanciare allarmi, ma la valutazione della loro applicabilità e la concreta implementazione spettano esclusivamente a un professionista. In tal senso, l’IA accelera i processi senza però poter sostituire il giudizio umano. Infine, ci vedremo presto a Bologna per una fiera di settore. Che aspettative avete? Si auspica che, in una cornice di tale rilievo, si sviluppi una sinergia efficace tra tutti i consulenti operanti in ambiti differenti — dalla prevenzione dei reati alla sicurezza sul lavoro, dalla privacy alle certificazioni ISO, fino all’adeguatezza degli assetti amministrativi, organizzativi e contabili. Tematiche che appaiono distanti, ma che in realtà risultano profondamente interconnesse. In tali contesti, la tecnologia non si limita a essere un semplice strumento di supporto, bensì assume un ruolo abilitante: abilita la total compliance, la resilienza organizzativa e una crescita sostenibile. La partecipazione alla fiera rappresenterà per noi un’importante occasione di confronto e riflessione su un nuovo paradigma nell’approccio all’impresa e alla consulenza.



