SOCIAL
spazio imprese bianco
a10bfbfc-fbfb-4c14-8f81-0d79ee1bf773
CONTATTACI
INDIRIZZO
SOCIAL
spazio imprese bianco

info@spazioimprese.com

Via Nizza, 53 – 00198, Roma

Via Nomentana, 56 - 00161 Roma


instagram
linkedin

+39 333 768 54 57

© copyright 2023 | C.F. 96568340580 | All Rights Reserved.

Automotive, 631 milioni per innovare: la graduatoria cambia prima dello sportello

2026-10-09 11:59

Andrea Striano

Made In Italy, Imprese, automotive, mimit, politica-industriale, accordi-per-linnovazione, incentivi-alle-imprese, ricerca-e-sviluppo,

Automotive, 631 milioni per innovare: la graduatoria cambia prima dello sportello

di Andrea Striano

La correzione del MIMIT riguarda il criterio di selezione delle domande quando le risorse non sono sufficienti. Una modifica circoscritta che richiama l’attenzione sul rapporto tra solidità finanziaria delle imprese e capacità di innovazione.

 

 

di Andrea Striano

 

 

 

Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha corretto uno dei criteri utilizzati per selezionare le domande degli Accordi per l’innovazione automotive quando le risorse disponibili non sono sufficienti. La modifica, introdotta con il decreto dell’8 ottobre, esclude dalla formazione dell’eventuale graduatoria la valutazione della capacità delle imprese di restituire un finanziamento agevolato che, secondo la disciplina vigente, può essere richiesto soltanto su base volontaria.

La modifica riguarda una circostanza precisa. Le domande presentate nello stesso giorno vengono considerate come pervenute contemporaneamente, indipendentemente dall’orario di trasmissione. Qualora le risorse residue non consentano di accoglierle tutte, il Ministero forma una graduatoria per stabilire quali ammettere all’istruttoria. Il decreto del 17 settembre faceva riferimento al punteggio complessivo di solidità economico-finanziaria, comprendente anche la capacità di rimborsare il finanziamento agevolato. Quest’ultimo, tuttavia, può essere richiesto facoltativamente.

Il provvedimento dell’8 ottobre risolve l’incongruenza, limitando il punteggio della graduatoria a quattro indicatori: copertura finanziaria delle immobilizzazioni, indipendenza finanziaria, incidenza degli oneri finanziari e rapporto tra margine operativo lordo e valore della produzione. Sono parametri che descrivono condizioni economiche rilevanti per valutare un’impresa, senza introdurre nel confronto una componente riferita a uno strumento di finanziamento al quale il proponente può rinunciare.

La correzione appare ragionevole. La capacità di restituzione di un prestito conserva la propria rilevanza quando l’impresa intende effettivamente ottenerlo; diverso è utilizzarla nella formazione di una graduatoria comune a soggetti che possono scegliere forme differenti di agevolazione. La modifica, peraltro, riguarda l’ordinamento delle domande in caso di insufficienza delle risorse e lascia ferme le successive verifiche sulla capacità dei proponenti e sulla qualità dei programmi di ricerca.

Rimane così una questione di politica industriale che supera la singola disposizione. La solidità di bilancio costituisce una garanzia importante nell’impiego di risorse pubbliche, soprattutto per programmi pluriennali che comportano investimenti consistenti. Il potenziale tecnologico di un’impresa, tuttavia, richiede una valutazione ulteriore, fondata sulle competenze disponibili, sulle collaborazioni scientifiche e sulla possibilità che i risultati della ricerca trovino applicazione industriale. Il decreto mantiene opportunamente distinti questi piani nella successiva istruttoria; nella fase eventuale di selezione preliminare, invece, la graduatoria continua a dipendere dai quattro indicatori economico-finanziari.

Il tema acquista particolare rilievo considerando la destinazione degli incentivi. Lo strumento finanzia progetti di ricerca e sviluppo di importo compreso tra 5 e 40 milioni di euro, con una durata ordinaria tra 18 e 36 mesi. Il perimetro comprende le tecnologie per la mobilità sostenibile, autonoma, connessa e sicura, oltre alla diversificazione e alla riconversione delle imprese automotive verso ambiti strategici ad alta intensità di ricerca, inclusi quelli a potenziale dual use che presentino una concreta interoperabilità tecnologica o funzionale con la mobilità sostenibile.

Vi è poi una dimensione territoriale significativa. Il 40% delle risorse è riservato ai progetti interamente realizzati nelle regioni del Mezzogiorno. Per una filiera nella quale le competenze si distribuiscono tra produttori di componenti, aziende di ingegneria, imprese specializzate e organismi di ricerca, questa quota può offrire spazio a collaborazioni capaci di consolidare attività tecnologiche e produttive nel Sud. La disponibilità del finanziamento rende possibili tali programmi; la loro consistenza industriale dipenderà dalla qualità delle iniziative presentate e dalla capacità dei soggetti coinvolti di realizzarle.

Dall’11 novembre sarà disponibile la procedura di compilazione guidata delle domande, mentre lo sportello aprirà il 25 novembre. Il tempo che separa le imprese da quella data è utile anche per valutare la tenuta finanziaria dei programmi, la maturità dei progetti e la qualità delle eventuali collaborazioni. L’innovazione richiede competenze scientifiche e capacità imprenditoriale, ma anche una struttura economica in grado di accompagnare la ricerca fino alla sua applicazione.

La decisione del MIMIT di intervenire sul criterio prima dell’apertura dello sportello introduce maggiore coerenza nella procedura. Resta affidato all’attuazione il compito più impegnativo: selezionare progetti che possano generare capacità tecnologiche utilizzabili dall’industria italiana e sostenere la trasformazione di una filiera sottoposta a pressioni competitive profonde. Le risorse costituiscono una condizione essenziale di questo processo; le regole con cui vengono assegnate ne influenzano direttamente gli esiti.

 

 

 

 

Andrea Striano

Consulente aziendale | Esperto di politica industriale e Made in Italy

Responsabile Dipartimento Imprese e Mondi Produttivi e Made in Italy — Fratelli d’Italia, Provincia di Caserta

Membro del Dipartimento Nazionale Imprese e Mondi Produttivi di Fratelli d’Italia