SOCIAL
spazio imprese bianco
a10bfbfc-fbfb-4c14-8f81-0d79ee1bf773
CONTATTACI
INDIRIZZO
SOCIAL
spazio imprese bianco

info@spazioimprese.com

Via Nizza, 53 – 00198, Roma

Via Nomentana, 56 - 00161 Roma


instagram
linkedin

+39 333 768 54 57

© copyright 2023 | C.F. 96568340580 | All Rights Reserved.

Oltre il “green”: perché la sostenibilità diventa una scelta d’impresa

2026-06-22 16:17

Array( [86865] => Array ( [author_name] => Emidio SIlenzi [author_description] => [slug] => emidio-silenzi ) [87630] => Array ( [author_name] => Andrea Striano [author_description] => [slug] => andrea-striano ) [89101] => Array ( [author_name] => Antonino Castorina [author_description] => [slug] => antonino-castorina ) [89102] => Array ( [author_name] => Marco Bourelly [author_description] => [slug] => marco-bourelly ) [89825] => Array ( [author_name] => Antonio Grieci [author_description] => [slug] => antonio-grieci )) no author 86807

sostenibilità, Economia, Diritto, sostenibilita, transizione-ecologica, greenwashing, crediti-di-carbonio, mercato-volontario, cataldo-pugliese,

Oltre il “green”: perché la sostenibilità diventa una scelta d’impresa

Cataldo Pugliese - Crediti di carbonio, compensazione della CO₂ e green claim: come le imprese, i commercianti e gli e-commerce possono rendere la sostenibilità

di Cataldo Pugliese

 

Crediti di carbonio, compensazione della CO₂ equivalente e nuove responsabilità per aziende, commercianti ed e-commerce

Parlare oggi di sostenibilità non significa più limitarsi a un’immagine verde, a una promessa generica o a una dichiarazione d’intenti. Significa, sempre di più, entrare nel merito delle proprie azioni: misurare l’impatto, ridurre dove possibile, compensare le emissioni residue e comunicare tutto questo in modo chiaro, verificabile e responsabile.

È da questa consapevolezza che nasce questa rubrica: uno spazio periodico dedicato alle imprese, agli imprenditori, ai commercianti e agli operatori digitali che vogliono comprendere meglio il mondo della sostenibilità ambientale, dei crediti di carbonio e della compensazione della CO₂ equivalente. Un mondo complesso, in forte evoluzione, ma sempre più centrale per la competitività delle aziende e per il rapporto di fiducia con i consumatori.


Il carbonio è già entrato nell’economia reale

La CO₂ equivalente, spesso indicata come CO₂e, è l’unità che permette di esprimere in modo comparabile l’impatto climatico dei diversi gas serra. In questo contesto, un credito di carbonio rappresenta generalmente una tonnellata di CO₂e ridotta, rimossa o evitata attraverso un progetto certificato; standard come Verra e Gold Standard descrivono i crediti proprio come unità riferite a una tonnellata di CO₂ o CO₂e ridotta o rimossa.

Esistono due grandi ambiti da conoscere. Il primo è quello del mercato obbligatorio, regolato da istituzioni pubbliche e destinato ai settori più emissivi. In Europa, l’EU Emissions Trading System, nato nel 2005, è il primo sistema internazionale di scambio di quote di emissione ed è oggi nella sua quarta fase, 2021-2030. Il suo funzionamento si basa sul principio del “cap and trade”: viene fissato un tetto complessivo alle emissioni consentite, e ogni quota dà diritto a emettere una tonnellata di CO₂ equivalente.

Questo mercato riguarda direttamente grandi impianti industriali, produzione di energia, aviazione e, dal 2024, anche il trasporto marittimo; inoltre, la revisione del sistema prevede una riduzione delle emissioni coperte dall’EU ETS del 62% entro il 2030 rispetto ai livelli del 2005. A questo si aggiunge il CBAM, il Carbon Border Adjustment Mechanism, che dal 2026 entra nel suo regime definitivo per attribuire un prezzo al carbonio incorporato in determinate merci importate nell’Unione Europea.

Il messaggio per il tessuto imprenditoriale è chiaro: anche chi non rientra direttamente nei settori regolati subirà sempre più l’effetto della “carbon economy” lungo la filiera, nei rapporti con clienti, fornitori, appalti, investitori e consumatori.


Il mercato volontario: una scelta, non un obbligo

Accanto al mercato obbligatorio esiste il mercato volontario dei crediti di carbonio, dove aziende, organizzazioni e cittadini scelgono spontaneamente di sostenere progetti di riduzione o rimozione delle emissioni. Qui non si agisce perché una norma lo impone, ma perché si riconosce una responsabilità più ampia: contribuire alla transizione climatica, rafforzare la propria reputazione, coinvolgere clienti e stakeholder in un percorso concreto.

Negli ultimi anni il mercato volontario ha attraversato una fase di maturazione. Secondo Ecosystem Marketplace, nel 2024 i volumi di transazioni sono diminuiti, ma i ritiri dei crediti sono rimasti relativamente stabili e il mercato si sta spostando verso maggiore qualità, integrità, soluzioni basate sulla natura, rimozioni di carbonio e interoperabilità con i mercati regolamentati. Questo passaggio è importante: il futuro non sarà fatto di compensazioni superficiali, ma di crediti selezionati, tracciabili, verificati e comunicati con rigore.

Gli standard internazionali stanno andando proprio in questa direzione. L’Integrity Council for the Voluntary Carbon Market ha definito i Core Carbon Principles, dieci principi scientifici per identificare crediti di alta qualità capaci di generare un impatto climatico reale e verificabile. Tra questi rientrano governance efficace, registri di tracciamento, trasparenza, verifica indipendente, addizionalità, permanenza e quantificazione robusta delle riduzioni o rimozioni.


Compensare non significa “cancellare” il problema

Uno degli errori più frequenti è considerare la compensazione come una scorciatoia: emetto, compro crediti e posso dichiararmi “green”. Non è così. La compensazione ha valore quando si inserisce in un percorso più ampio: prima conoscere il proprio impatto, poi ridurlo, e infine compensare ciò che non è ancora possibile eliminare.

Questa distinzione è decisiva anche per la comunicazione. L’Unione Europea ha evidenziato che molti green claim sono vaghi, fuorvianti o non fondati: la Commissione segnala che il 53% delle dichiarazioni ambientali fornisce informazioni vaghe, ingannevoli o infondate, mentre il 40% non presenta prove a supporto. La Direttiva UE 2024/825 rafforza ulteriormente questo approccio, vietando in particolare affermazioni secondo cui un prodotto avrebbe un impatto climatico neutro, ridotto o positivo se tali affermazioni si basano soltanto sulla compensazione esterna alla catena del valore del prodotto.

Per le imprese, questo non significa comunicare meno. Significa comunicare meglio. Non basta dire “siamo sostenibili”: occorre spiegare cosa si è fatto, come è stato misurato, quali progetti sono stati sostenuti, con quali certificazioni e con quale tracciabilità. Il marketing sostenibile non è più uno slogan: è una forma di responsabilità documentata.


Hapgree: rendere la compensazione semplice, accessibile e trasparente

Hapgree nasce proprio con questa missione: promuovere la sostenibilità ambientale attraverso soluzioni innovative e collaborazioni con aziende, attività commerciali e consumatori, contribuendo a un futuro più sostenibile per tutti. Nei materiali di presentazione, Hapgree viene descritta come una piattaforma gratuita che consente a utenti, esercenti ed e-commerce di aggiungere la compensazione delle emissioni di CO₂ nella fase finale dell’acquisto.

L’idea è semplice ma potente: trasformare un gesto quotidiano, come un acquisto in negozio o online, in un’occasione di consapevolezza ambientale. Il consumatore può contribuire alla compensazione dell’impatto associato al proprio acquisto, senza cambiare radicalmente le proprie abitudini. L’esercente, allo stesso tempo, può offrire un servizio innovativo, differenziarsi dalla concorrenza e rafforzare il rapporto con una clientela sempre più attenta ai temi ambientali.

Per il mondo retail, Hapgree prevede un sistema integrato tramite app e strumenti business: i commercianti possono gestire compensazioni, raccolte punti, analisi sui clienti e iniziative di fidelizzazione. Per l’e-commerce, invece, la piattaforma si integra attraverso plugin compatibili con i principali sistemi, tra cui WooCommerce, Shopify, Magento, PrestaShop e WebSiteX5, portando l’opzione di compensazione direttamente al checkout.

Un elemento centrale è la certificazione: dopo la compensazione, il cliente può ricevere via email un certificato che attesta il proprio contributo, collegato a progetti reali e certificati. Nei materiali Hapgree viene inoltre valorizzata la possibilità di tracciare il contributo anche attraverso tecnologia blockchain, rafforzando trasparenza e fiducia.


Sostenibilità come leva di valore per l’impresa

Per un’azienda, aderire a un percorso di compensazione non significa solo “fare qualcosa per l’ambiente”. Significa costruire una relazione nuova con il mercato.

Un negozio che offre ai propri clienti la possibilità di contribuire a progetti certificati comunica attenzione, innovazione e responsabilità. Un e-commerce che integra la compensazione nel checkout riduce la distanza tra intenzione e azione: il cliente non deve uscire dal sito, cercare informazioni altrove o compiere procedure complesse. Può fare una scelta consapevole nel momento stesso dell’acquisto.

Per le corporate, Hapgree propone anche strumenti orientati al welfare aziendale, alla gamification e al coinvolgimento dei dipendenti, con la possibilità di integrare crediti di carbonio, tracciare emissioni degli stakeholder e valorizzare il brand attraverso azioni concrete.

Naturalmente, il valore reputazionale deve sempre poggiare su basi solide. La sostenibilità funziona come leva di marketing solo quando è coerente, verificabile e proporzionata. In altre parole: non si tratta di vendere un’immagine verde, ma di rendere visibile un impegno reale.


La nuova responsabilità degli imprenditori

La transizione ecologica non riguarda soltanto le grandi industrie o le multinazionali. Riguarda anche il commerciante, l’imprenditore locale, il gestore di un e-commerce, la PMI che vuole distinguersi e dialogare con una clientela più attenta.

Ogni impresa, nel proprio perimetro, può iniziare da azioni accessibili: informare, sensibilizzare, offrire strumenti semplici di compensazione, scegliere partner trasparenti, comunicare senza esagerazioni e coinvolgere clienti e dipendenti.

Questo sarà il percorso della nostra rubrica: spiegare, numero dopo numero, come funziona il mercato dei crediti di carbonio, quali sono le differenze tra obblighi normativi e iniziative volontarie, come evitare il greenwashing, come scegliere progetti credibili e come trasformare la sostenibilità in un vantaggio competitivo autentico.

Perché il futuro della sostenibilità non sarà fatto di dichiarazioni generiche, ma di azioni misurabili. E perché ogni acquisto, ogni impresa, ogni scelta può diventare parte di una responsabilità più grande.

 

co2.jpeg